Prevenzione e lotta alla zanzara tigre!

Negli ultimi anni le zanzare, oltre ad un problema per le fastidiose punture e alle conseguenti risposte allergiche, sono diventate un rischio sanitario serio per la loro capacità di veicolare malattie tropicali (Chikungunya, Dengue, West Nile Virus, Usutu Virus)introdotte nel nostro paese con scambi gli internazionali e la migrazione di uccelli.

Le zanzare sono insetti appartenenti alla famiglia delle Culicidae, che conta numerose specie in tutto il mondo (più di 3500) anche in aree che si riterrebbero inospitali. Nel nostro Paese sono presenti circa una sessantina di specie di zanzare e alcune sono particolarmente fastidiose ed aggressive nei confronti dell’uomo. Sono le zanzare femmina che pungono, utilizzando il sangue per la maturazione delle uova prima della deposizione.

Necessitano di raccolte d’acqua per la deposizione delle uova e lo sviluppo delle larve.

Le zanzare devono il loro successo riproduttivo e la loro diffusione alla grande adattabilità alle condizioni ambientali differenti. Ogni specie infatti ha peculiarità diverse ed è importante conoscerle per intraprendere le strategie di lotta più efficaci.

La Zanzara Tigre

Particolarmente aggressiva, la Zanzara Tigre è attiva anche in pieno giorno. Nonostante possa pungere anche uccelli, rettili e perfino anfibi, la femmina di Ae. albopictus attacca preferibilmente l’uomo procurando pomfi e irritazioni fastidiose. Dato che non vola molto in alto, tende a pungere soprattutto le gambe degli esseri umani.

Gli adulti  generalmente preferiscono spazi aperti, al riparo negli ambienti freschi e ombreggiati e trovano quindi rifugio soprattutto tra l’erba alta, le siepi e gli arbusti. Tuttavia, negli ultimi anni sono stati segnalati abbondantemente anche in zone assolate come i parcheggi dei supermercati o nelle aree industriali, dove ci sono pochi alberi.

Tradizionalmente, si riteneva che la Zanzara Tigre non si spostasse più di poche decine di metri. Studi recenti dimostrano, al contrario, che è capace di effettuare spostamenti anche di centinaia di metri, avvicinandosi al chilometro.

Le femmine depongono tra le 40 e le 80 uova, disponendole singolarmente appena sopra il livello dell’acqua e possono sopravvivere in forma quiescente anche durante il freddo invernale e i periodi di siccità. Una umidità del 60-70% e temperature di 25°C sono sufficienti a far sopravvivere circa un quarto delle uova deposte per 4 mesi.

Quando le uova vengono sommerse anche in una minima quantità d’acqua per un’ora a temperature miti queste si schiudono e danno vita alle larve. Dalla primavera all’autunno, dalla deposizione delle uova fino allo sfarfallamento dell’adulto passano in media 15-20 giorni, mentre in piena estate questo periodo si accorcia a soli 6-8 giorni.

La prevenzione che tutti possiamo fare nel nostro giardino

La zanzara tigre depone le uova nelle parti asciutte di contenitori in cui è presente acqua stagnante. Al momento della schiusa delle uova, il giovane insetto (larva) ha bisogno di pochissima acqua per compiere il proprio ciclo fino alla trasformazione in adulto
È quindi necessario evitare ogni ristagno d’acqua:

  • eliminare i sottovasi e, se non è possibile, evitare ogni ristagno d’acqua
  • pulire accuratamente i tombini e le zone di scolo
  • non lasciare gli annaffiatoi e i secchi con l’apertura rivolta verso l’alto
  • controllare periodicamente le grondaie mantenendole libere e pulite
  • controllare fontane e vasche ornamentali, eventualmente introducendo pesci rossi che sono predatori delle larve di zanzara
  • svuotare frequentemente gli abbeveratoi e le ciotole d’acqua per  gli animali domestici
  • non lasciare le piscine gonfiabili e altri giochi in giardino per evitare che si riempiano di acqua piovana
  • coprire le cisterne e tutti i contenitori utilizzati per la raccolta dell’acqua piovana con zanzariere o teli ben tesi
  • nei cimiteri pulire periodicamente e con cura i vasi portafiori, cambiare frequentemente l’acqua dei vasi o trattarla con prodotti larvicidi; se si usano fiori sintetici mettere sul fondo del vaso sabbia per evitare ristagni accidentali di acqua
  • utilizzare le zanzariere per i pozzetti della raccolta di acqua piovana
  • non accumulare copertoni e altri contenitori che possono raccogliere anche piccole quantità d’acqua stagnante
  • non lasciare che l’acqua ristagni sui teli utilizzati per coprire cumuli di materiali e legna

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