Lotta alla Processionaria del Pino

Perché la Processionaria del Pino è un problema?

La Processionaria del Pino è un’ospite di Conifere anche nella Regione Mediterranea ed è una farfalla che allo stadio di bruco si nutre degli aghi dei pini e dei cedri, costruendo sulla chioma delle piante grossi e vistosi nidi biancastri.

I bruchi della Processionaria del pino sono provvisti di peli urticanti e raggiungono di norma la maturità a fine febbraio-aprile, quando abbandonano definitivamente i nidi scendendo dalle piante lungo i tronchi in lunghe processioni in fila indiana per interrarsi ad alcuni centimetri di profondità, in attesa di trasformarsi in estate in farfalle.

ProcessionariaLe larve trascorrono l’inverno in un nido siriceo, in genere all’estremità dei rami più soleggiati; alla fine dell’inverno esse riprendono a nutrirsi e scendono al suolo, dove si interrano per poi trasformarsi in farfalla ad inizio estate.

In considerazione della pericolosità di questo Insetto, è raccomandabile non avvicinarsi o toccare nidi e file di larve che abbandonano i pini.

I peli urticanti della processionaria si separano facilmente dalla larva che li porta sul dorso, nel corso di un contatto o più semplicemente sotto l’azione del vento. Data la particolare struttura (terminano infatti con minuscoli ganci), questi peli si attaccano facilmente ai tessuti (pelle e mucose), provocando una reazione urticante data dal rilascio di istamina (sostanza rilasciata anche in reazioni allergiche). Chi avesse ripetuti contatti con la processionaria presenta reazioni che peggiorano con ogni nuovo contatto. In casi gravi può verificarsi uno shock anafilattico, con pericolo mortale (orticaria, sudorazione, edema in bocca e in gola, difficoltà di respirazione, ipotensione e perdita di coscienza).

Per la Processionaria del Pino è in vigore un Decreto Ministeriale di Lotta Obbligatoria (DM 30 ottobre 2007 – Disposizioni per la lotta obbligatoria contro la processionaria del pino Thaumetopoea pityocampa (Den. et Schiff). (GU n. 40 del 16-2-2008).

La soluzione

Entoservice propone ai propri clienti un servizio completo di prevenzione e lotta alla Processionaria del Pino, attraverso l’uso di tecniche e prodotti all’avanguardia e in grado di dare risultati efficaci e senza rischi per l’ambiente, le persone e gli animali domestici.

 

Le nostre procedure prevedono interventi differenti in base alla stagione e allo stadio biologico dell’insetto:

  • Trappole con attrattivo con feromoni (da Giugno a Settembre): sono sostanze chimiche rilasciate dalla femmina per attirare il maschio durante il periodo dell’accoppiamento. Disporre di trappole ai ferormoni può essere utile per monitorare la diffusione delle falene di processionaria e per confondere le falene maschio nella ricerca della femmina. Evitando l’incontro tra i sessi si evita la fecondazione e quindi la formazione di una nuova generazione di insetti defogliatori. Il periodo migliore per posizionare i diffusori di feromoni è il mese di giugno, quando riprendono gli sfarfallamenti degli adulti di processionaria. I feromoni sono sostanze innocue nei confronti dell’uomo e degli animali ed il loro impiego non ha alcun effetto sull’ambiente.
  • Trattamento tramite endoterapia (da Ottobre a Dicembre): tramite speciali sistemi viene introdotto attraverso la corteccia all’interno del sistema linfatico della pianta un prodotto insetticida che l’albero poi utilizza per difendersi dall’aggressione da parte delle larve di processionaria, determinandone la morte prima che possano costruire i loro nidi e svilupparsi. Il trattamento consente un protezione che dura anche 2 stagioni;
  • Lotta microbiologica: consiste nell’impiego dell’insettcida biologico Bacillus thuringiensis kurstaki (Btk). Il Bacillus thuringiensis è un batterio che, colpita una processionaria, paralizza la larva danneggiandone i centri nervosi. Tale insetticida colpisce solo alcuni lepidotteri, dunque non risulta pericoloso per la biodiversità della zona in cui il trattamento viene effettuato. L’insetticida può essere diffuso con atomizzatore;
  • Installazione di trappole per interrompere la processione delle larve (da Gennaio a Aprile): gli operatori installano la trappola “a collare” nella corretta posizione e viene fatto il periodico ritiro e smaltimento dei bruchi, con ripristino del sistema di cattura;
  • Distruzione meccanica dei nidi (da Gennaio a Marzo): consiste nel togliere manualmente dalla pianta infestata i nidi di processionaria. Tale operazione viene svolta solitamente in inverno, prima che le larve siano uscite dal nido, con l’ausilio di scale e piattaforme aeree. Durante il prelevamento dei nidi i tecnici Entoservice sono muniti di appositi dispositivi di protezione in modo da evitare il contatto con i peli urticanti. Tale metodo di intervento si rivela il più efficace, a patto di effettuarlo prima dell’uscita delle larve dal nido.

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: